Alla Scuola Kairos di Perugia ci ritroviamo per concludere l’anno formativo: esami, presentazioni editoriali, consegna dei diplomi, proclamazione del concorso, musica, cena e degustazione.
Scuola Kairos
Perugia
Sabato
11 luglio 2026
Ritrovo dalle
17.30/18.00
Chiusura anno
e pausa estiva
Una sequenza pensata per tenere insieme formazione, cultura, rito, festa e comunità: senza appesantire, ma dando valore a ogni passaggio.
La giornata si apre con gli esami degli specializzandi, momento conclusivo di verifica, restituzione e riconoscimento del percorso svolto.
Dopo la mattinata di esami, uno spazio di respiro prima dell’appuntamento serale. Qualcuno si riposerà. Qualcuno, forse, no.
Ci ritroveremo negli spazi della Scuola per iniziare insieme la seconda parte della giornata, con la possibilità di realizzare foto, video e brevi interviste.
Saranno presentati Mi chiamo ruggine, romanzo di Gianlivio Fasciano candidato al Premio Bancarella, e Per il malocchio del Cilento di Nicolino Rago e Federica Volpi: due occasioni per attraversare racconto, cultura, territorio e sguardo clinico.
Un momento centrale della giornata, dedicato agli specializzandi e al riconoscimento del cammino formativo, professionale e personale compiuto.
Sarà proclamato il vincitore del concorso annuale, dedicato quest’anno al tema: “Segreti e bugie in psicoterapia”.
La musica accompagnerà il passaggio dalla cerimonia alla convivialità, creando uno spazio di ascolto, bellezza e sospensione.
La serata si concluderà con una cena conviviale e una degustazione di quattro vini della Cantina Di Filippo di Cannara.
L’11 luglio sarà l’occasione per fermarci, guardarci, raccontare l’anno appena vissuto e celebrare la comunità Kairos. Foto, video, interviste e momenti condivisi diventeranno memoria di un passaggio importante, prima della pausa estiva e della ripartenza di settembre.
Il romanzo di Gianlivio Fasciano, candidato al Premio Bancarella, apre uno spazio di incontro tra letteratura, relazioni, memoria, trasformazioni e possibilità di racconto.
Il volume di Nicolino Rago e Federica Volpi attraversa credenze, simboli, legami familiari e cultura popolare, offrendo uno sguardo prezioso sul rapporto tra territorio e narrazione.
Una serata per riconoscere il lavoro fatto, salutare l’anno formativo, brindare ai traguardi raggiunti e concederci un momento di bellezza condivisa.
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